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Indagini archeologiche nell'area del Quartiere Bizantino del Pythion di Gortina: quinta relazione preliminare (campagne 2007-2010), Annuario della Scuola Archeologica di Atene e delle Missioni Italiane in Oriente, 87, (2009) 2011, 1099-1129

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Indagini archeologiche nell'area del Quartiere Bizantino del Pythion di Gortina: quinta relazione preliminare (campagne 2007-2010), Annuario della Scuola Archeologica di Atene e delle Missioni Italiane in Oriente, 87, (2009) 2011, 1099-1129
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  P REMESSA Questa quinta relazione preliminare sull’in-dagine condotta congiuntamente dal Diparti-mento di Archeologia e Storia delle Artidell’Università di Siena e dalla Scuola Archeo-logica Italiana di Atene nell’area del cd.Quartiere Bizantino del  Pythion  di Gortinagiunge a quattro anni dalla precedente 1 e nonpuò quindi non comportare una riflessione pre-liminare sullo stato di avanzamento del proget-to e sulla necessaria ridefinizione anche delleforme della pubblicazione  in itinere   dei risulta-ti della ricerca.Quattro anni sono un tempo significativo nellastoria di qualsiasi progetto archeologico e lo sonoancor di più nel nostro caso, giacché rappresenta-nogrossomodolametàdelpercorsofinquisegui-to.  È  quindi inevitabile che dal momento in cui èstata consegnata per la stampa la quarta relazionepreliminare il progetto nel suo complesso siamutato in maniera significativa: non solo lo scavosi è ampliato, approfondito e articolato 2 (Fig. 1),ma sono cambiate in misura sostanziale le condi-zioni operative in cui si sviluppa la ricerca, sonocambiate le prospettive conoscitive del gruppo dilavoro 3 , sono in larga misura cambiati i diversicontesti scientifici internazionali all’interno deiquali inevitabilmente si colloca un progetto diindagine su un tema così complesso come quellodella trasformazione e della fine della città anticanel Mediterraneo 4 .In questa prospettiva appare dunque utileripensare anche alle forme in cui attraverso unarelazione preliminare si possa dar conto nonsolo del progredire dello scavo, in senso spazia-le e volumetrico, ma anche e soprattutto dellosvilupparsi di un processo conoscitivo determi-nato dalla interazione tra il contesto archeologi-co oggetto dell’indagine e il gruppo di lavoroche sta conducendo la ricerca 5 . A quasi diecianni dall’avvio del lavoro sul campo, appareinfatti largamente inadeguato limitarsi alla sem-plice descrizione di ciò che lo scavo sta progres-sivamente riportando alla luce, rimandando difatto a una pubblicazione finale che non puòessere prevista in tempi brevi la contestualizza-zione dei “dati” fin qui emersi all’interno deitanti paradigmi interpretativi in cui essi necessa-riamente devono collocarsi. 1 La ricerca, nelle sue varie fasi di realizzazione, è stata fin qui co-finanziata dall’Ateneo senese (fondi Piano di Ateneo per la Ricerca), dalla Scuola Archeologica Italiana di Atene, dal Ministero dell’Università e della Ricerca (fondi PRIN 2004) e dalMinistero degli Affari Esteri (Direzione Generale della Promozione e Cooperazione Culturale). Sulle linee progettuali di impo-stazione dell’intervento archeologico cf. Z ANINI  2004; relazioni preliminari precedenti: Z ANINI  2001; Z ANINI  - G IORGI  2002;Z ANINI  - G IORGI  2005; Z ANINI  2006; Z ANINI  - G IORGI  - V ATTIMO  2008. 2 Il procedere della ricerca anno per anno è descritto in grande sintesi in Z ANINI  2008a; Z ANINI  2008b; Z ANINI  2009a; Z ANINI 2009b. 3 Nelle campagne 2007-2010 hanno partecipato alle attività sul campo, con diversa continuità e con vari livelli di responsa- bilità, oltre agli estensori di questa relazione preliminare, Annalisa Amico, Alessandro Antonucci, Debora Bennati, AlessandroCarabia, Simone Gaio, Samanta Mariotti, Nina Marotta, Federico Marri, Matteo Perotti, Stefania Picciola, Francesco Pizzuti,Francesco Ripanti, Giulia Saltini Semerari, Zacharias Vasilakis, Elena Vattimo. Le riflessioni esposte in questa sede sono inlarga misura frutto delle discussioni collettive condotte sullo scavo e che saranno presto disponibili nella loro interezza attra-verso il sito  web   della ricerca, all’indirizzo www.gortinabizantina.it. Per prime riflessioni metodologiche sulla gestione delprocesso conoscitivo nello scavo del Quartiere Bizantino del  Pythion , cf. Z ANINI  2009c; Z ANINI  2009d; Z ANINI  2009e; Z ANINI - C OSTA  2009. 4 La sterminata bibliografia sull’argomento è raccolta in S ARADI  2006 e più recentemente in Z AVAGNO  2009. 5 Z ANINI  - C OSTA  2006. INDAGINI ARCHEOLOGICHE NELL’AREA DELQUARTIERE BIZANTINO DEL  PYTHION   DI GORTINA:QUINTA RELAZIONE PRELIMINARE (CAMPAGNE 2007-2010) ASAtene LXXXVII, serie III, 9, Tomo II,  2009, 1099-1129  1100 Gortina. Quartiere Bizantino del  Pythion , 2007-2010 Tanto più che le dimensioni e la complessitàdello scavo rendono ormai largamente imprati-cabile - e in ogni caso destinata a dar vita a unprodotto illeggibile e quindi di fatto inutile -l’ipotesi di poter aggiornare di volta in volta ilresoconto della sequenza stratigrafica indagata.Se, come nel caso del progetto del QuartiereBizantino del  Pythion , l’oggetto dell’indaginenon è un singolo monumento ma un’intera por-zione di una città e l’ambizione è quella di leg-gerne le complesse trasformazioni nel medio elungo periodo, è inevitabile che ci si trovi difronte a un bivio metodologico. Sul piano delloscavo, la strategia non può che essere quelladella microstratigrafia, volta a leggere nel det-taglio la quantità virtualmente infinita di tracceche la vita quotidiana degli uomini lascia neglispazi di continua frequentazione. Ma occorreessere consapevoli che questa strategia discavo è compatibile con la conduzione di unaindagine con tempi e costi ragionevoli solo sesi adotta al tempo stesso una strategia di docu-mentazione e di restituzione delle informazioniche non si ancori a procedure standardizzateche finiscono per produrre una quantità indefi-nita di materiali ripetitivi (migliaia di US conrelative schede, disegni, fotografie da organiz-zare in archivi digitali in cui è sempre più diffi-cile muoversi) e che ha di fatto come esito fina-le una schematizzazione nelle forme di unasequenza stratigrafica tanto complessa quantoastratta 6 .La scelta consapevole che stiamo operandosul cantiere del Quartiere Bizantino è invecequella di uno scavo “riflessivo” in ognuna dellesue fasi esecutive 7 , in cui il livello della analiti-cità dello scavo e le forme della documentazio-ne del sistema delle tracce via via individuate è 6 Sul tema cf. C ARVER   2003, 20-21; C ARVER   2011, 22-25. 7 H ODDER   2000; C ARVER   2009.Fig. 1 - Pianta generale dello scavo del Quartiere Bizantino del  Pythion  con indicati i tre principali edifici individuati:A. edificio a S della strada; B. edificio a N della strada; C. piccolo edificio del  Pythion  (elaborazione grafica S. Mariotti)  1101 sottoposto in ogni momento al vaglio di unariflessione attenta sul ruolo che ogni singolocontesto in corso di indagine ha all’interno delsistema complessivo di informazioni che stia-mo costruendo.Ciò si traduce, inevitabilmente, al momentodello scavo, in una scelta di responsabilità daparte del gruppo di ricerca e di coloro che lodirigono e, al momento della rendicontazionepreliminare, in una strategia comunicativa chenon può non privilegiare la sintesi interpretati-va (e quindi il registro narrativo) rispetto allaanaliticità descrittiva e al suo linguaggio forma-lizzato.S TATO D ’ AVANZAMENTO DEL PROGETTO Il 2007 ha segnato una  milestone   significativanellosviluppodelprogetto.Virtualmentecomple-tato lo scavo dei corpi di fabbrica prospicienti ilfronte meridionale 8 della strada che funge da assedi organizzazione spaziale del quartiere, la ricercasi è concentrata su tre punti nodali (Fig. 2):1- Completamento dello scavo della stradanella sua porzione orientale, con l’obiettivo diriconnetteretopograficamentelapartedelquartie-re da noi indagata con il tessuto insediativo circo-stante, oggetto di studio in passato e parzialmenteancora oggi da parte di altri gruppi di ricerca 9 , conapprocci conoscitivi e con intensità differenziati 10 . 8 Per praticità espositiva si assume in questa sede che la strada, che ha in realtà un orientamento variabile nei suoi diversitratti e complessivamente NE-SW, corra in direzione E-W; di conseguenza vengono attribuiti i convenzionali posizionamentidegli edifici posti sui due fronti della strada stessa. 9 Per i risultati dello scavo nella porzione orientale del quartiere, quella più prossima al complesso cd. del Pretorio (conven-zionalmente definite “Case Bizantine”), cf. da ultimo D I  V ITA  2010, 240-258, da cui è agevole risalire alla ricca bibliografia didettaglio precedente (per i lavori più recenti, prime anticipazioni in F ABRINI  2009). Per i risultati dello scavo nell’area del cd.‘Caput Aquae’, cf. B ALDINI  et alii   2008; L IPPOLIS  2010. 10 Z ANINI  2010a. Scavi e ricerche  Fig. 2 - Pianta dello scavo con indicate le aree in cui si è concentrata l’attività 2007-2010 (elaborazione grafica S. Mariotti)  1102 Gortina. Quartiere Bizantino del  Pythion , 2007-2010 2- Sviluppo dello scavo della porzione occi-dentale della strada, con l’obiettivo di riconnet-tere topograficamente l’intero tessuto delQuartiere Bizantino con l’area del tempio diApollo Pizio, portando a compimento unodegli indirizzi fondamentali di tutto il nostrointervento a Gortina 11 , che è quello di contri- buire all’allestimento di un’unica area di visita,percorribile interamente sui livelli antichi, checomprenda tutte le aree indagate in oltre unsecolo di ricerche archeologiche italiane inquesta parte della città. In particolare, lo scavonell’area immediatamente a ridosso del Pythion  ha l’obiettivo di ricostruire il nessostratigrafico tra la fase greco-romana, espostadallo scavo di Federico Halbherr (d’ora in poiFH) nell’area del tempio e in quella immedia-tamente antistante, e la fase tardoantica e pro-tobizantina che è oggetto della nostra indagine.3- Ampliamento dell’indagine lungo il fron-te N della strada, con l’obiettivo di indagare ilcomplesso di edifici presenti in quell’area alfine di mettere meglio a fuoco la complessitàdelle forme della trasformazione e della finedella città attraverso l’analisi di un campionepiù ampio e differenziato rispetto a quello finqui analizzato.Un quarto, e parzialmente imprevisto, fron-te di indagine, è stato infine rappresentato dallaindividuazione e dallo scavo sistematico dellequattordici fosse esplorative fatte eseguire daFH nella primavera del 1905 nell’area a E del Pythion . Lo svuotamento delle fosse ha infattipermesso di disporre di una serie di sondaggicasuali che offrono una opportunità conoscitivasu alcuni aspetti della stratificazione (quote delpaleosuolo, sequenza stratigrafica dei livelli piùantichi) che sarebbero stati altrimenti al di fuoridella portata operativa della nostra indagine eche offrono inoltre spunti per costruire una ideasia pure sommaria dell’assetto topografico del-l’area nelle epoche precedenti la nascita delquartiere tardoantico e protobizantino.Questa strategia di indagine si è tradotta, inquesta fase della ricerca, in tre campagne discavo (2007, 2008 e 2010), intervallata da unacampagna, 2009, in cui la necessità di assicura-re una rotazione alle diverse équipes italianeimpegnate sul sito ha consentito di dedicarealcune settimane ad una prima analisi conte-stuale degli insiemi di reperti più significativifin qui rinvenuti.Le campagne 2007 e 2010 hanno avuto unadurata “canonica” di tre settimane ciascuna,mentre per un ritardo nell’arrivo dei permessidi scavo è stato necessario ridurre la duratadella campagna 2008 a sole due settimane.Nell’insieme questa relazione rende quindiconto del lavoro condotto sul campo da unaéquipe composta in media da 10 ricercatori per un totale di otto settimane di scavo e di circasei settimane di lavoro sui materiali. Enrico Zanini  R  ISULTATI E PRIME INTERPRETAZIONI L’ampliarsi considerevole dell’area scavo eil conseguente articolarsi della ricerca in unagrande quantità di filoni diversi rende almomento assai difficile - e in buona sostanzaanche inutile - tentare di proporre una astrattasequenza stratigrafica tradizionalmente artico-lata in periodi storico-topografici e in attivitàstratigrafiche. Lo scavo di una porzione cosìsostanziale di un quartiere di abitazioni e botte-ghe comporta infatti un numero altissimo dimicroevidenze che potrebbero essere ricondot-te a un flusso unitario solo attraverso una ope-razione di sintesi che risulterebbe alla fine nonsolo arbitraria, ma inutilmente semplificatoria.Se c’è una cosa che un quartiere come quel-lo che stiamo indagando può insegnare è a per-cepire la storia della trasformazione e della finedi una città (nello specifico di Gortina di Creta,ma più in generale della città antica) come unastoria complessa e multilineare, in cui si puòverificare nella concretezza della stratificazio-ne archeologica quella costante compresenzadi elementi di asincronia, di complessità e dimacro e micro-differenze che rappresenta iltratto distintivo del periodo storico che chia-miamo convenzionalmente tarda antichità 12 .Per questo motivo, appare più utile articola-re questa relazione in una descrizione dellemacroevidenze emerse nelle diverse aree discavo e quindi in una sintesi di come esse vada-no ad inserirsi, almeno agli occhi del gruppoche sta conducendo la ricerca, nel quadro com-plessivo delle vicende del quartiere e della cittàtra il IV e l’VIII-IX secolo (Fig. 3). 11 Z ANINI  2004. 12 Z ANINI  2010b.  1103 Scavi e ricerche  Fig. 3 - Diagramma riassuntivo della storia del quartiere bizantino del  Pythion : al centro, in grigio le evidenze dallo scavo;ai lati, in bianco, le vicende del  Pythion  e del Pretorio
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